riccardo marassi

Di nulla sia detto: è naturale / in questo tempo di anarchia e di sangue / di ordinario disordine / di meditato arbitrio / di umanità disumanata. / Così che nulla valga come cosa immutabile
martedì, 20 maggio 2008

La ministrina riscaldata

mara

Il ministro Mara Carfagna (e qui mi viene da ridere) dopo aver riscaldato una serie di vecchi luoghi comuni sui gay, ha dichiarato che in Italia gli omosessuali non sono discriminati.
La frase della Carfagna ha provocato diverse reazioni indignate, non solo a sinistra ma anche nello schieramento di governo.
Tuttavia io credo che la Carfagna sia stata viziata nel suo giudizio da un errore di valutazione.
Avrà pensato che tutto sommato in Italia un omosessuale può salire liberamente sui mezzi pubblici, andare al cinema e sedersi in mezzo alle altre persone, e che all'ingresso dei locali pubblici non si espongono cartelli con su scritto "Vietato l'ingresso ai cani e ai ricchioni".
 
Peccato che la Carfagna non abbia considerato un altro aspetto della faccenda. E cioè il fatto che i gay vorrebbero pari dignità. Il che significa anche il sereno riconoscimento del loro status di omosessuali.
Proprio questo ha tentato di ricordare al ministro Carfagna l'ex deputata Vladimir Luxuria.
 
Vladimir Luxuria è una transgender. Maschio all'anagrafe ma che ha scelto di essere al femminile, perché così si riconosce e vuole essere riconosciuta.
Peccato che ieri nel rispondere a Luxuria, Mara Carfagna le si sia rivolta appellandola "signor Vladimiro Guadagno" (il nome all'anagrafe di Luxuria).
 
Non serve ricordare alla Carfagna gli innumerevoli casi di discriminazione nei confronti dei gay, oppure farle presente che nel nostro Paese resta disattesa una direttiva europea in tal senso, o ancora che i Pacs, poi diventati Dico, si sono arenati di fronte alla prospettiva di dovere in qualche modo riconoscere anche le coppie omosessuali.
Per far notare al ministro Carfagna quanto siano ancora radicati i pregiudizi omofobi nell'italietta di Berlusconi, basta farle rileggere la sua miserabile risposta a Luxuria.
 
In quel "signor Vladimiro Guadagno" c'è tutto il disprezzo per un'identità diversa, per una condizione scelta e consapevole, il rozzo tentativo di inchiodare una persona alla sua condizione anagrafica.
E se pensando alla soubrette che è stata la Carfagna, abbiamo sorriso immaginandola ministro della Repubblica, dopo queste dichiarazioni e pensando alla Carfagna di oggi, passa ogni voglia di ridere.
postato da marassi alle ore 17:36 | Permalink |
categoria: politica



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